Nutrigenetica



NUTRIGENETICA E ANTIAGING

Oggi, usando un sistema innovativo, si può determinare quali elementi nutritivi, vitamine, minerali e altri elementi essenziali sono necessari per mantenere il nostro DNA al livello ottimale per rallentare l'invecchiamento e diminuire le probabilità di sviluppare determinate patologie.

La Medicina antiaging  meglio definita da alcuni sostenitori con il nome di "medicina evoluzionistica", fonda il suo programma sulla comprensione delle origini evoluzionistiche dell'invecchiamento e sostenendo  che il cosiddetto normale invecchiamento è un processo attraverso il quale la salute viene inesorabilmente compromessa, rendendo il soggetto più suscettibile alle malattie croniche. Sostiene inoltre che la vera salute non è semplicemente l'assenza di malattia, ma piuttosto la presenza di un benessere fisico, mentale ed emozionale. L'obiettivo di questa nuova branca della medicina è quindi quello di fornire strategie scientificamente validate per frenare il processo dell'invecchiamento, per prevenire le malattie croniche ed ottimizzare la qualità della salute.

CONOSCERE IL NOSTRO DNA AIUTA AD INVECCHIARE MEGLIO.

Il DNA, costituisce la parte chimica del nucleo di tutte le nostre  cellule e contiene le istruzioni genetiche per far vivere l'organismo.
Il DNA è per circa il 99,9% uguale in ogni individuo: le differenze cruciali alloggiano nell'ultimo 0,1% e sono chiamate SNP (Polimorfismo a Singolo Nucleotide), dove si trovano variazioni a livello di sequenze di acidi nucleici.

Alcuni SNP possono essere associati con un incremento del rischio di sviluppare determinate patologie ed alla sintomatologia legata al processo di invecchiamento.
L'invecchiamento avviene, a livello del DNA, mentre si forma una uova cellula, che eredita il patrimonio genetico dalla cellula madre come copia .
Miliardi di cellule si replicano ogni giorno nel nostro organismo, ma con l'andare del tempo la qualità delle nuove cellule peggiora gradualmente.
Col progredire dell’età infatti  le nuove cellule che vengono create,ricevono dalla cellula madre il DNA proprio come una fotocopia. Col passare degli anni, l’inquinamento ambientale, la dieta ,lo stile di vita, e l’eredità genetica possono intaccare le strutture cellulari. Come la qualità  delle nuove cellule inizia a degradarsi, le molecole, i nutrienti e i composti chimici che circolano tra le cellule diventano insufficienti. Questo  può  causare  un’interruzione nelle funzioni dell’organismo e con il passare del tempo innescare il processo di invecchiamento.

Una replicazione non ottimale delle nostre cellule danneggiate è l’essenza dell’invecchiamento biologico e determina il grado di deterioramento dell’organismo e la sua capacità di conservarsi in buona salute.


Quale è il nesso tra DNA e invecchiamento?

Il DNA è semplicemente il codice genetico o “ l’ impronta” che ereditiamo  dai nostri il genitori. Quando nasciamo,il nostro codice genetico, o DNA, è  virtualmente integro. Ogni cellula nel nostro organismo viene formata dal DNA, ed ognuna di essa diviene depositaria dell’intero codice genetico.

Dal momento in cui cresciamo il nostro corpo e il nostro DNA viene costantemente bombardato da molti fattori ambientali che possono danneggiare il nostro DNA.
Un ottimo esempio è il sole;l’esposizione prolungata ai raggi diretti del sole deteriora le nostre cellule epiteliali (e il loro DNA)  fino a provocare le rughe o anomalie  ancora  peggiori. Infatti  ogni danno al nostro DNA alla fine diviene la causa di tutte gli effetti  negativi  associati alla vecchiaia.
Questo danno si può manifestare anche come  causa di molte malattie che incontriamo durante la nostra vita.


Cosa è il danno del DNA e che effetti può avere sulla nostra età?

Il nostro DNA è stato formato in un ambiente incontaminato quando esistevano  sostanze nutritive ottimali,stress a livelli minimi,e poco o nullo inquinamento.
L’ambiente è quello che è cambiato più radicalmente negli ultimi 100 anni, ed è in questo ambiente  meno ottimale e perfetto che il nostro DNA ora è costretto a lavorare. Viviamo in un mondo più inquinato, più stressante,più affollato che insieme al ritmo di vita più accelerato  contribuisce ad indebolire il nostro fisico fino a farlo ammalare. 
 
I radicali liberi, (RL)  rappresentano lo scarto delle reazioni del metabolismo umano. I RL sono molecole altamente reattive e il successivo attacco al DNA cellulare da parte loro non solo danneggia il nostro patrimonio genetico ma gioca un ruolo cruciale nelle sviluppo di molte malattie comuni dovute all'invecchiamento,(es. arteriosclerosi, cataratta, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson ecc), nell'insorgenza dei tumori e di numerose altre patologie. Numerosi studi sperimentali  hanno poi dimostrato una correlazione tra produzione di radicali liberi e durata della vita . Alcuni geni specifici  possono essere i responsabili della produzione e la funzione degli enzimi antiossidanti.
Quando siamo giovani Il nostro organismo ha la capacità di neutralizzare la maggior parte dei radicali liberi in eccesso , i problemi iniziano  a sorgere quando invecchiamo;(iniziamo a produrre infatti più radicali liberi di quelli che possiamo neutralizzare), o quando siamo esposti ad una grande quantità di radicali liberi dall’ambiente che ci circonda. 

Un eccesso di radicali liberi può quindi iniziare a danneggiare  il nostro DNA e causare una scarsa riproduzione dello stesso.
Durante tutta la nostra vita, il nostro DNA si riproduce e si sostituisce di continuo. In  condizioni ottimali il nostro DNA si copia migliaia di volte in riproduzioni perfette,ma se  il DNA è danneggiato attraverso continui bombardamenti dovuti all’ eccesso di radicali liberi, inizia a riprodursi male fino a smettere totalmente di riprodursi.

E’ come quando si eseguono  delle fotocopie; se si copia un documento originale su una macchina ben funzionante, avremo un’ottima fotocopia, ma se la fotocopiatrice è danneggiata o troppo usata  finirà per produrre delle brutte copie. Continuando a fare copie di copie  scadenti, piano piano si arriverà ad un degrado totale e del documento originale rimarrà ben poco di decifrabile. La stessa cosa  succede praticamente con il nostro DNA; se il nostro organismo non riesce a produrne belle copie, la nostra salute e la nostra longevità ne saranno direttamente influenzate.

La chiave per una salute ottimale quindi  è mantenere il nostro DNA in buona salute in modo da produrre delle buone copie. Noi possiamo farlo aiutando il nostro corpo a neutralizzare l’eccesso di radicali liberi e allo stesso tempo rafforzandolo e nutrendo le nostre cellule e il  nostro DNA. La  ricerca genetica ha anche rilevato che i nostri geni possono essere attivati in maniera positiva o negativa  a seconda della qualità dell’ambiente, dello stile di vita e della dieta adottata.

La nutrigenetica  attraverso test all’avanguardia, offre una serie di valutazioni reali basate sul DNA e sullo studio delle sue variazioni (SNPs) associate alla maggior parte delle patologie degenerative o tipiche dell’invecchiamento. Sebbene le variazioni genetiche non siano esse stesse la causa delle malattie,ma influenzino piuttosto la suscettibilità della persona aumentando il rischio di contrarre varie patologie, daranno, una volta individuate informazioni utili per una corretta ed efficace prevenzione.



Nutrigenetica: la dieta del futuro

Cosa si intende per Nutrigenetica?
Cosa viene proposto al paziente?
E' necessario eliminare definitivamente gli alimenti che ci fanno ingrassare?
Il risultato del test genetico eseguito da un individuo pùo essere valido anche per un componente dello stesso nucleo familiare?
Quali sono gli effetti del profilo alimentare che esce dall’analisi del DNA? Non c’è il pericolo che escano delle prescrizioni troppo limitative?
I comportamenti alimentari sbagliati e perpetrati nel corso degli anni incidono in qualche modo nella lettura della predisposizione genetica?
Con lo stesso metodo si può arrivare a studiare patologie di malassorbimento nei confronti di lattosio e glutine?
Dopo l’analisi del DNA, si va direttamente dal dietologo oppure si possono dare delle indicazioni precise di quello che si deve mangiare?


Nutrigenetica: la dieta del futuro
La Nutrigenetica è la nuova disciplina che unisce la genetica, lo studio del dna, all’alimentazione. Grazie a questa nuova scienza è oggi possibile scoprire intolleranze, malassorbimenti e aumento di peso non solo dovuto ad una maggiore introduzione di cibo.

Cosa si intende per Nutrigenetica?
La nutrigenetica è lo studio di come la variazione genetica nei geni individuali influenza la risposta di un individuo a particolari nutrienti e tossine della dieta.
Questa disciplina unisce la Genetica alla Scienza della Nutrizione che sappiamo ha lo scopo di interpretare il ruolo dei nutrienti e di altri componenti della dieta nello stato di salute o malattia dell’uomo lungo tutto il suo ciclo di vita.

Cosa viene proposto al paziente?
L’uso dell’informazione genetica è utile per la guida nelle scelte alimentari, per sensibilizzare all’importanza dell’alimentazione, del cibo e del metabolismo.
L’intento è di conoscere come il cibo lavora insieme con il corpo e soprattutto individuare fattori di rischio intermedi, quali omocisteina, colesterolo, LDL e ipertensione.

E' necessario eliminare definitivamente gli alimenti che ci fanno ingrassare?
Non in maniera definitiva, infatti viene consigliato, laddove si scopre la variazione genetica, di diminuire quell’alimento (esempio sale, caffè, zuccheri semplici ecc) in quanto l’organismo sicuramente ha difficoltà a metabolizzarlo oppure il suo continuo consumo favorisce l’accumulo di alcuni metaboliti spesso tossici.

Il risultato del test genetico eseguito da un individuo pùo essere valido anche per un componente dello stesso nucleo familiare?
No, il test è individuale, quindi possono esserci delle differenze tra i componenti della stessa famiglia, è utile quindi che tutti i membri si sottopongano al test, ricordando che si esegue solo una volta nella vita in quanto i geni non cambiano, sono solo influenzabili dalla dieta.

Quali sono gli effetti del profilo alimentare che esce dall’analisi del DNA? Non c’è il pericolo che escano delle prescrizioni troppo limitative?
Il profilo individuale che scaturisce dopo l’esame genetico non risulta difficile da gestire dal soggetto, in quanto vi sono segnalazioni riguardo l’aumento di alcuni nutrienti e la diminuzione di altri.

Ciò significa che se un alimento deve essere ridotto, si può mangiare invece di 3-4 volte a settimana, solo una volta. Mentre se vi è la segnalazione di qualche carenza nutrizionale, come qualche gruppo di vitamine o sostanza antiossidante, si prova ad introdurre più volte al giorno l’alimento che contiene questi principi nutritivi o dove non è possibile si procede periodicamente con piccole integrazioni di origine naturale. L’esame evidenzia la nostra sensibilità al nichel, stress, tolleranza glucidica e cattivo metabolismo dei grassi.

I comportamenti alimentari sbagliati e perpetrati nel corso degli anni incidono in qualche modo nella lettura della predisposizione genetica?
Sì, a volte condurre uno stile di vita ottimale (attività fisica, alimentazione sana ed equilibrata) rappresenta un’ottima forma di prevenzione nei confronti di malattie come il diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e degenerative.

Con lo stesso metodo si può arrivare a studiare patologie di malassorbimento nei confronti di lattosio e glutine?
Il principio è identico, in quanto si valuta l’intolleranza al lattosio e alla proteina (gliadina) contenuta nel grano.

Se nel test emergono queste caratteristiche, si possono eseguire degli approfondimenti diagnostici op­pure seguire un piano alimentare privo di questi nutrienti verificando l’effettivo miglioramento delle condizioni di salute.

Dopo l’analisi del DNA, si va direttamente dal dietologo oppure si possono dare delle indicazioni precise di quello che si deve mangiare?
Il risultato del test genetico (un semplice prelievo di saliva) viene consegnato al paziente unitamente ad un Piano Nutrizionale Individuale elaborato da uno Specialista della Nutrizione.

Le informazioni che vi sono riportate riguardano la tipologia di alimenti e le combinazioni permesse, la frequenza settimanale con cui introdurli e le carenze nutrizionali riscontrate.

Il paziente può dunque intraprendere in maniera agevole questo percorso di correzione del proprio regime alimentare, che non rappresenta un regime dietetico ipocalorico.

L’obiettivo dello Specialista della Nutrizione è quello di trasmettere al paziente, nozioni sui nutrienti degli alimenti, atte al miglioramento del suo stato di salute nel corso della vita.

È possibile eseguire il test nutrigenetico presso il nostro centro prenotando al numero 091 590 150


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